05/112018
Esteri Redazione MPN

L'Italia garante di pace e stabilità

Lunedì 22 ottobre un militare dell'Arma dei Carabinieri, impegnato nella missione TIPH( Temporary International Presence in Hebron) è stato vittima di un'aggressione mentre era impegnato in un servizio di pattuglia, nell'area di responsabilità, con altri due appartenenti alle forze israeliane di difesa( IDF).
     Un palestinese armato di coltello ha aggredito uno dei due soldati israeliani, ferendolo al petto. Nelle fasi concitate dell'aggressione, il carabiniere è rimasto lievemente contuso mentre si sottraeva con successo alla minaccia. In seguito l'attentatore è stato neutralizzato dalle forze di sicurezza israeliane presenti sul posto.
     I militari italiani sono impegnati nell'ambito della missione Temporay International Presence in Hebron con compiti di osservazione, in base all'accordo previsto dall'art. 14 dell' "Agreement on Temporary International Presence in the city of Hebron", voluto dal governo di Israele e dall'Autorità Nazionale Palestinese, firmatari dell'Accordo Interinale sulla West Bank e sulla Striscia di Gaza del 28 settembre 1995.
     La città di Hebron rappresenta l'area di responsabilità della missione ed è stata suddivisa in due aree, una sotto il controllo palestinese e l'altra sotto quello israeliano. Il personale della TIPH, missione a cui partecipano, oltre all'Italia, anche Norvegia, Svezia, Turchia e Svizzera, è autorizzato ad operare in entrambe le aree.
     Per capire la particolare natura della missione in questione e, di conseguenza, dare il giusto valore all'operato dell'Arma dei Carabinieri in tale complesso scenario, occorre fare un passo indietro.
     La missione TIPH è stata istituita nel 1994 a seguito dell'attentato alla Moschea Ibrahimi. Il 25 febbraio 1994, Baruch Goldstein, medico della riserva dell'IDF si è introdotto nel luogo di culto uccidendo 29 fedeli e ferendone altri 125. Goldstein è stato poi ucciso dai sopravvissuti al massacro. Il folle gesto ha scatenato rivolte costate, nella sola città di Hebron, la vita ad altri 25 palestinesi vittime delle forze di sicurezza israeliane.
     Allarmato dalla profonda instabilità dell'area, il 28 marzo 1994, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con la risoluzione 904, ha adottato misure volte a garantire la sicurezza dell'area e la protezione dei civili palestinesi.  I successivi negoziati hanno portato alla firma, da parte di rappresentanti della Palestine Liberation Organization( PLO) e del governo israeliano, di un accordo che prevedeva la presenza di osservatori danesi, norvegesi e italiani. La missione aveva un mandato trimestrale (8 maggio- 8 agosto) salvo ulteriori rinnovi dello stesso.
     TIPH nella sua struttura odierna è il risultato del Protocollo di Hebron, frutto dell'evoluzione del processo di Oslo (Oslo e Oslo II) e prevede la presenza sul territorio di osservatori danesi, norvegesi, italiani, svedesi, svizzeri e turchi sotto il comando della Norvegia. Il mandato della missione è rinnovato ogni 6 mesi. Dal primo febbraio 1997 gli osservatori hanno cominciato la loro attività di controllo nella città.
     TIPH può contare, al momento, su 64 operatori internazionali e 13 membri dello staff locale organizzati in 4 divisioni nell'ambito di una missione civile pensata per compiti di assistenza nel mantenimento della stabilità e della sicurezza nella città di Hebron.
     "Responsibility area" della missione TIPH nella città di Hebron

Stefano Lioy