02/102018
Politica Redazione MPN

Abbiamo importato il Chavismo in Italia

Il pressapochismo e l'incompetenza al potere si sapeva avrebbero fatto danni. A questo si è aggiunta una politica economica degna del peggior socialismo sudamericano.
     Dopo il Decreto Dignità, che senza timore di risultare esagerati si può definire come il provvedimento di Legge più a sinistra degli ultimi 60 anni in Occidente, ecco arrivare sulla stessa frequenza anche la manovra di bilancio. Si prevede infatti di indebitare ancor più il Paese, portando il rapporto Deficit-Pil al 2,6% per finanziare il tanto promesso reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle.
     Una misura assistenziale, l'ultima cosa di cui il sistema Paese ha bisogno. Fare più debito in piena fine dell'era Draghi alla BCE e di conseguente instabilità dei mercati è una cattiva idea. Ma diventa un'idea pessima se questo viene fatto per pagare ulteriori spese improduttive. Un grande piano di riduzione delle tasse, investimenti in infrastrutture, politiche industriali. Queste sarebbero le esigenze non più rinviabili per l'Italia. Come se non bastasse, si bloccano invece i fondi per opere cruciali per il territorio come TAV e Terzo Valico. Scelte sconsiderate, frutto di bieca ideologia.
     Il M5S è nato nell'adorazione dei dittatori sudamericani Chavez, Maduro e della rivoluzione bolivariana. Assurdo, invece, vedere la Lega di Salvini assecondare questo stillicidio.
     La parte più triste però, sta nella folla che acclama. Senza rendersi conto che gran parte del conto ricadrà proprio sulle fasce più deboli ed economicamente in difficoltà. Questo infatuamento per tribuni della plebe che promettono l'impossibile e rischiano di portare l'Italia nel baratro finirà prima di quanto si possa immaginare.
     La speranza è che quel momento non arrivi quando sarà troppo tardi.

Ludovico Seppilli