04/062018
News MPN Redazione MPN

Un vaccino per la disinformazione

"Stiamo registrando un calo delle coperture vaccinali, con diminuzioni che in alcune zone toccano anche il 25% per rosolia e morbillo. Un fenomeno dovuto alle campagne di disinformazione contro i vaccini che si stanno diffondendo soprattutto sul web". È l'allarme lanciato da Michele Coversano, presidente della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI).
     Un ruolo cruciale spetta ai media "che raccontano soltanto gli avvenimenti eccezionali e quasi mai trattano la normalità, i fondamenti della salute pubblica, tra cui c'è indubbiamente l'importanza dei vaccini. Per capirne l'importanza basterebbe misurare gli eventi avversi che raggiungono cifre di gran lunga inferiore rispetto al tasso di mortalità tra i bambini non vaccinati. Serve quindi una strategia europea per l'igiene pubblica".
     Un portale (www.vaccinarsi.org) realizzato dalla SItI in collaborazione con federazioni e società scientifiche afferenti all'area pediatrica (Fimp e Sip) e alla medicina di famiglia (Fimmg), e con il patrocinio del Ministero della Salute e dell'Istituto superiore di sanità, ha superato le 500 mila visite con un trend di frequenza media giornaliera in crescita, attualmente di oltre 2.300 accessi quotidiani.
     Troppo spesso in questi anni, anche sulla rete, abbiamo visto diffuse dicerie e posizioni antiscientifiche riguardo ai vaccini. Una su tutte è la 'presunta', ma in realtà inesistente secondo la comunità scientifica e l'Oms, correlazione tra vaccino mpr e autismo, che tanto ha impegnato e impegna anche alcune Procure della Repubblica.
     La battaglia contro la disinformazione è dunque il pilastro da cui ripartire. Nel complesso bisogna però interrogarsi sul ruolo che devono svolgere le politiche di sanità pubblica, e un contributo di notevole importanza può arrivare anche alla medicina del territorio, che può essere efficacemente implementata nel suo intreccio con i temi vaccinali.
     Altro aspetto dirimente riguarda "l'attuazione di piani nazionali attraverso l'attuazione di programmi di umanizzazione – ha suggerito Renato Soncini, presidente Gruppo Vaccini di Farmindustria. "Bisogna in ogni modo accelerare il tempo di accesso ai vaccini innovativi. Basti pensare che è di 6,4 anni il lasso medio che intercorre tra l'autorizzazione alla messa in commercio e l'accesso affettivo da parte della popolazione. E l'impatto sarebbe enorme anche in termini economici: i vaccini consentono immensi risparmi al Ssn".

 

Alberto Di Guida