04/062018
Politica Redazione MPN

Il peggior esempio possibile

15 miliardi di €. 12.000 dipendenti. 25 Direzioni Generali. Sono alcuni numeri figli dell'accorpare sotto un unico Ministro il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero del Lavoro. Questa sarà la macchina, complessa e intricata più che mai, guidata da Luigi Di Maio. Titoli di studio? Nessuno. Esperienza lavorative? Qualche mese presso lo Stadio San Paolo di Napoli, come steward. Lingue straniere conosciute? Nessuna.
     Luigi Di Maio è stato eletto alla Camera dei Deputati con il Movimento 5 Stelle nel 2013, a 27 anni. Nel 2014, dopo un anno di stipendio da Deputato, ha presentato la sua prima dichiarazione dei redditi. Non è questo il luogo in cui discutere della bontà delle idee e capacità di Di Maio, ognuno è e rimarrà libero di avere la propria opinione in merito. Di innegabile ed oggettivo c'è l'esempio bruttissimo che questa vicenda dà al Paese. Senza aver fatto nulla, senza aver mai studiato, senza aver mai faticato, senza aver raggiunto alcun traguardo nella propria vita, si può diventare uno dei più importanti Ministri del Governo di una delle maggiori potenze mondiali.
     Il Paese riparte se le sue nuove generazioni crescono imparando il valore della fatica nel conquistare le cose, l'importanza della competenza e del merito. Valori per cui lo stesso Movimento si era più volte battuto in passato, e che clamorosamente contraddetto con questa scelta. Luigi Di Maio, ancor prima di fare il disastro che inevitabilmente farà come Ministro, ha già dato il peggiore esempio possibile ad ogni giovane d'Italia.

 

Ludovico Seppilli