28/112014
News MPN Alessandro Dalpasso

Intervista Violante

Innanzitutto cosa ne pensa di un evento come Prima l'Italia interamente realizzato da ragazzi che, pur con idee diverse sulla politica e provenienti da formazioni culturali differenti, riescono a trovarsi per un dibattito politico? 

 

E’ una esperienza da sostenere senza tentennamenti. Incontrarsi tra diversi è l’unico modo di far progredire i processi di civilizzazione del Paese.


Venendo ai temi concreti, cosa ne pensa del lavoro che il Governo Renzi sta svolgendo? In particolare sulle riforme che si stanno discutendo crede che la direzione sia quella giusta? Crede che riusciranno ad essere approvate nonostante le molte resistenze?

 

Credo che il governo Renzi vada sostenuto e aiutato. Ci sono stati e ci sono errori, come è inevitabile. Ma il giudizio complessivo é positivo. Credo che ferma restando la lotta contro gli abusi che molti ceti fanno del loro potere, non si possono liquidare tutti i corpi intermedi come se fossero organismi puramente parassitari. Sindacati, partiti, organizzazioni professionali,  depurati delle loro incrostazioni egoistiche,  svolgono un ruolo essenziale di mediazione in tutte le società democratiche. Gli scontri tra polizia e manifestanti che rischiano di moltiplicarsi nel prossimo futuro sono il frutto dell’assenza di soggetti che facciano mediazione 

 

Vede con favore un Governo che impone ciò che è necessario per il Paese anche a costo di sacrificare qualche interesse particolare di categoria? Mi spiego meglio: negli ultimi anni abbiamo assistito troppo spesso a riforme non fatte o non attuate o poco riuscite a causa del tentativo di trovare un compromesso tra tutte le forze in campo. Questo ha evidenziato qualche problema nel processo democratico di decisione che avvicina la politica più al concetto di Burocrazia che a quello di Democrazia. Questo governo invece sembra aver cambiato approccio: sentiamo tutti e sulla base di questo decidiamo cosa è meglio. Come la Democrazia del nostro Paese andrebbe rivista e quali riforme costituzionali proporrebbe?

 

E’ giustissimo far prevalere il bene del Paese sugli interessi di qualche corporazione. Il sistema politico ha una crisi di rappresentatività e una crisi di decisione. Vanno rafforzati gli strumenti che garantiscano la rappresentanza e quelli che aiutano la decisione. Perciò sono favorevole al voto di ‘preferenza nella legge elettorale e ad ammettere, a certe precise condizioni, forme di referendum propositivo, come abbiamo fatto nella Commissione istituita da Enrico Letta, quando era Presidente del Consiglio. La riforma dell’attuale bicameralismo paritario e del Regolamento della Camera possono assicurare una maggiore capacità decisionale, senza sacrificare il confronto.

 

Crede che un ricambio nel mondo del lavoro sia possibile? E se si quale potrebbe essere la ricetta Violante per dare speranza alle nuove generazioni? Cosa ne pensa del Jobs act?

 

Della legge sul lavoro non sappiamo ancora nulla di preciso. La direzione è giusta ma  delega è vaga. Occorrerà vedere cosa sarà scritto nei decreti delegati. Alle nuove generazioni bisogna dare fiducia, con i comportamenti non con le parole.

L'altro grande nodo è la Giustizia: ci sono elementi da salvare oppure il sistema è compromesso e va completamente cambiato? Quale il giusto compromesso tra garantismo e la necessità di accelerare i tempi di decisione per garantire certezza del diritto al fine di favorire un aumento degli investimenti nel nostro Paese? Quale futuro per le ADR?

 

Il sistema giustizia è diseguale. Alcuni uffici giudiziari hanno tempi inferiori alle medie europee; altri enormemente superiori. Poiché le leggi sono eguali in  tutto il  territorio nazionale, prima di cambiare le leggi,  bisogna capire che cosa non va nei tribunali che impiegano il triplo del tempo rispetto ad altri uffici giudiziari per lo stesso tipo di cause. Finché non si fa questo lavoro, le riforme rischiano di essere improduttive.

Passando invece ad un elemento più "generale" veniamo all'Europa: quali sono secondo Lei le sfide maggiori in questo semestre di presidenza italiana? 

 

Il semestre sta finendo; credo che il punto di maggiore incidenza sia il superamento di una visione burocratico-ragionieristica  dell’Europa e il rilancio dello sviluppo. Renzi su questo terreno ha meriti indiscutibili.

Tema spinoso, soprattutto dato il luogo in cui Prima l'Italia prende vita quest'anno, ovvero Milano, è quello relativo a Expo. Lei pensa che sia un'effettiva opportunità per l'Italia per rilanciarsi sulla scena globale oppure sarà l'ennesima vetrina i cui effetti svaniranno nel breve termine? Come evitare questo? 

 

Sarà un’opportunità se verrà gestita come tale.